Tutti i siti di microblogging nati negli ultimi mesi per riempire il vuoto di Twitter, vietato in Cina da oltre un anno, stanno avendo crash e difficoltà continue nelle ultime ore. Nessuno in Cina crede che il problema sia tecnico: il quotidiano di Shanghai Oriental Morning Post scrive che i siti sono stati censurati. Anche la Reuters, facendo riferimento a una fonte interna a una delle aziende, afferma che l’oscuramento è frutto delle restrizioni imposte dall’alto.
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Cina, la censura non si ferma