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Questa mattina sono stato al convegno di presentazione dei risultati della Ricerca dell’Osservatorio Mobile Content del Politecnico di Milano, basata su interviste dirette ad oltre 100 aziende operanti in ambito mobile in Italia. Il titolo di questa edizione dell’Osservatorio, che analizza i dati di mercato del 2007, è “Il Mobile diventa Web, il Web diventa Mobile”. Nel 2007 il mercato cresce del 15% circa, tasso simile a quello del 2006, ma inferiore a quello degli anni precedenti (vedi immagine), raggiungendo però quasi 1,2 miliardi di euro di valore totale.
Molto interessante è stato l’intervento di Andrew Bud, presidente del MEF (Mobile Entertainment Forum), il quale ha disegnato un aggiornato scenario internazionale del mobile. In particolare mi ha colpito molto il caso della Gran Bretagna dove, a causa di una scorretta se non addirittura fraudolenta gestione del televoto da parte dei broadcaster (ritardi nell’invio dell’SMS di risposta all’utente, omessa comunicazione dei costi all’utente finale e soprattutto ininfluenza del voto degli utenti sulla interazione con il programma), hanno di fatto “quasi azzerato” (ha detto proprio così!) questo mercato. Chiederò ad Andrew Bud il permesso di pubblicare la sua presentazione sul mio blog.
Relativamente al Mobile Internet si è detto che la discontinuità che sta portando (perlopiù la fine annunciata del WAP e l’accesso da parte degli utenti al Web in mobilità a scapito di altri device) potrà cambiare pesantemente le caratteristiche strutturali ed i volumi in gioco del mercato dei mobile content. Secondo il Politecnico ci sono due fattori principali che possono influenzare positivamente lo sviluppo di questa nuova modalità di fruizione dei contenuti:
1) introduzione di tariffe flat chiare ed attrattive per l’utente da parte delle Telco;
2) crescita degli investimenti pubblicitari sul Mobile Web da parte degli advertiser.
Pur concordando con questi due punti non posso non menzionare le due criticità che sono emerse chiaramente durante le due tavole rotonde (“Quale il ruolo del Mobile in una strategia digitale integrata” e “Il punto di vista delle Telco”) che hanno seguito la presentazione dei dati:
- gli operatori non sono propensi a lanciare tariffe chiare e vantaggiose per l’utente perchè questo si tradurrebbe in mancati ricavi e porterebbe troppi utenti verso un mondo (Internet) che le Telco non “controllano” e nel quale ancora non hanno trovato un modello di business che permetta di recuperare i mancati ricavi dei costi di connessione (interventi di Jelmini e Veltroni);
- per quanto riguarda la crescita degli investimenti pubblicitari è stato fatto notare come al momento in Italia, purtroppo, gli spazi pubblicitari su Internet siano ancora venduti “al kilo”, dunque è prematuro pensare di creare un mercato di investimenti redditizio sul mobile Internet se non prima di una vera maturazione del mercato pubblicitario sul web tradizionale (intervento di Yves Confalonieri).
Nei prossimi giorni pubblicherò altri post sui risultati della ricerca e sull’evento organizzato dal Politecnico
Questa mattina sono stato al convegno di presentazione dei risultati della Ricerca dell’Osservatorio Mobile Content del Politecnico di Milano, basata su interviste dirette ad oltre 100 aziende operanti in ambito mobile in Italia. Il titolo di questa edizione dell’Osservatorio, che analizza i dati di mercato del 2007, è “Il Mobile diventa Web, il Web diventa Mobile”. Nel 2007 il mercato cresce del 15% circa, tasso simile a quello del 2006, ma inferiore a quello degli anni precedenti (vedi immagine), raggiungendo però quasi 1,2 miliardi di euro di valore totale.
Molto interessante è stato l’intervento di Andrew Bud, presidente del MEF (Mobile Entertainment Forum), il quale ha disegnato un aggiornato scenario internazionale del mobile. In particolare mi ha colpito molto il caso della Gran Bretagna dove, a causa di una scorretta se non addirittura fraudolenta gestione del televoto da parte dei broadcaster (ritardi nell’invio dell’SMS di risposta all’utente, omessa comunicazione dei costi all’utente finale e soprattutto ininfluenza del voto degli utenti sulla interazione con il programma), hanno di fatto “quasi azzerato” (ha detto proprio così!) questo mercato. Chiederò ad Andrew Bud il permesso di pubblicare la sua presentazione sul mio blog.
Relativamente al Mobile Internet si è detto che la discontinuità che sta portando (perlopiù la fine annunciata del WAP e l’accesso da parte degli utenti al Web in mobilità a scapito di altri device) potrà cambiare pesantemente le caratteristiche strutturali ed i volumi in gioco del mercato dei mobile content. Secondo il Politecnico ci sono due fattori principali che possono influenzare positivamente lo sviluppo di questa nuova modalità di fruizione dei contenuti:
1) introduzione di tariffe flat chiare ed attrattive per l’utente da parte delle Telco;
2) crescita degli investimenti pubblicitari sul Mobile Web da parte degli advertiser.
Pur concordando con questi due punti non posso non menzionare le due criticità che sono emerse chiaramente durante le due tavole rotonde (“Quale il ruolo del Mobile in una strategia digitale integrata” e “Il punto di vista delle Telco”) che hanno seguito la presentazione dei dati:
- gli operatori non sono propensi a lanciare tariffe chiare e vantaggiose per l’utente perchè questo si tradurrebbe in mancati ricavi e porterebbe troppi utenti verso un mondo (Internet) che le Telco non “controllano” e nel quale ancora non hanno trovato un modello di business che permetta di recuperare i mancati ricavi dei costi di connessione (interventi di Jelmini e Veltroni);
- per quanto riguarda la crescita degli investimenti pubblicitari è stato fatto notare come al momento in Italia, purtroppo, gli spazi pubblicitari su Internet siano ancora venduti “al kilo”, dunque è prematuro pensare di creare un mercato di investimenti redditizio sul mobile Internet se non prima di una vera maturazione del mercato pubblicitario sul web tradizionale (intervento di Yves Confalonieri).
Nei prossimi giorni pubblicherò altri post sui risultati della ricerca e sull’evento organizzato dal Politecnico