Pare che l’Italia sia “indietro” per quanto riguarda lo sviluppo dei contenuti su mobile, lo dice Andrea Rangone del Politecnico di Milano: «abbiamo registrato un rallentamento nel ritmo di crescita dei consumi multimediali realizzati attraverso i cellulari. Il mercato dei contenuti mobili si sta spostando velocemente su Internet, ma contrariamente alle attese non abbiamo registrato un decollo. Anzi. Questa, che doveva essere la parte più dinamica del mercato dei contenuti mobili, è cresciuta esattamente come la media del mercato: che è aumentato, nel 2007, di un rispettabile 15%. Che non è poco, ma molto meno del previsto. Il problema è nei costi. Tutti i nuovi servizi già oggi disponibili sul mercato funzionano al meglio in modalità «always on», di connessione continua. E le tariffe attuali non sono le più adatte a supportare questo tipo di utilizzo della rete dati. Per dare una scossa ai tassi di crescita servirebbe che gli operatori mobili iniziassero ad offrire agli utenti delle tariffe flat. O, comunque molto più trasparenti di oggi» (via
Repubblica.it).
Le considerazioni di Rangone mi sembrano più che giuste e siamo tutti consapevoli del fatto che le tariffe degli operatori mobili italiani per il mobile web (navigare su internet dal proprio cellulare abilitato) siano tutt’altro che chiare e trasparenti. Spesso ancora utilizzano il modello del costo legato al Kb scaricato, insomma
roba da ingegneri calcolare la spesa! Ma il punto è: perchè gli operatori non vanno decisi verso un modello flat per tutti i profili tariffari? Forse l’aumento dell’utilizzo da parte degli utenti non sarebbe tale da sopperire i mancati ricavi derivanti dall’applicazione di tariffe trasparenti per gli utenti? O forse (il che sarebbe peggio) l’aumento del traffico sul mobile web porterebbe ad un peggioramento del servizio (leggete intasamento della rete) per tutti visto che la banda, anche sul mobile, è una risorsa finita? Quanto costerebbe a questo punto migliorare ancora una volta la rete per offrire tanta banda in più agli utenti?
La risposta a questa domanda la possono dare solo gli operatori mobili ed in particolare TIM e Vodafone, che sono i 2 maggiori. Il fatto che non abbiano ancora virato decisamente verso un modello flat sul mobile web la dice lunga…
Leggo oggi su Repubblica.it che c’è un “allarme sballo virtuale”: la droga in questione si chiama I-Doser e sembra essere uscita da un racconto di fantascienza. I-Doser non è altro che un file mp3 ed è sufficiente scaricarlo, indossare le cuffie e rilassarsi per assumere la droga virtuale. Questa notizia tempo fa era già stata etichettata come una bufala da Il Disinformatico eppure, sempre secondo La Repubblica, è il caso di ricredersi: “non esagerare in allarmismi, ma - avverte Iannone, esperto del Cnr- neppure archiviare incautamente il fenomeno come una ‘bufala’. D’altra parte, questi file esistono e la gente li vende e li compra e l’esperienza dice che un mercato non si forma se i fruitori del prodotto non hanno alcun vantaggio”. Detto così sembra non fare una piega…
Nel frattempo, se per caso volete provare a drogarvi direttamente davanti al vostro PC, indossate le cuffie, cliccate qui, premete play, ascoltate e occhio allo sballo!
La droga mi è stata fornita a suo tempo da Vittorio, il mio pusher virtuale di fiducia ;-)
In Italia sono ormai tanti i servizi che seguono gli argomenti trattati dalla blogosfera giorno per giorno, penso in questo momento all’ultimo nato
Liquida, al meno recente
Memesphere e allo storico
BlogBabel, prima chiuso e poi rilanciato. Leggo oggi inoltre che a livello internazionale Google si lancia nell’arena dei servizi di questo genere e
rilanciando in beta Google Blog Search sfida gli americani
Techmeme,
Blogrunner, e
Tailrank. Al momento tiene traccia dei diari online in lingua inglese, ma promette di contemplare presto anche altre lingue.
Se scende in campo anche Big G vuole proprio dire che questi servizi saranno un vero affare! Oppure no?